Siamo convinti che la formazione è la chiave di lettura del “crescere” , è una realtà in continuo fermento, che si sviluppa, raggiunge un suo apice e, se non si rinnova si disgrega e muore. La formazione non è più quella fase circoscritta nell’arco della vita di un’ individuo, ma sempre più spesso aggiornarsi e riqualificarsi attraverso azioni formative mirate, per poi progredire con nuove e diverse competenze richieste dalla mutazione socio-culturale è una istanza finanche del nostro mondo calcistico.
Il progetto Formativo, fortemente voluto dal Presidente Ortolano e dal suo consiglio direttivo, è teso a valorizzare e sviluppare, attraverso un processo di crescita, di costante miglioramento tecnico e professionale,la figura dell’ Istruttore/Allenatore delle Società Dilettantistiche e di puro settore dell’ Abruzzo. Resta evidente che se si riesce ad “innalzare” tale livello, i beneficiari saranno i giovani calciatori abruzzesi.
Per dare continuità al progetto di “Formazione Continua e Permanente”, rivolto ai Tecnici operanti nel Settore Giovanile del C.R. Abruzzo LND, ha organizzato un seminario proponendo un tema dal titolo : “Ricerca e Valorizzazione del Giovane Talento nelle Società Dilettantistiche e di Puro Settore”. Il relatore della serata è stato Cetteo DI MASCIO, Tecnico Responsabile del Settore Giovanile del Pescara Calcio.
Va ricordato che il progetto è già stato attivato e sono stati già organizzati altri incontri in cui si sono affrontati argomenti sia di ordine tecnico (Maestripieri) (Gestione del gruppo) sia di natura psicologica (Consorte) ( “Drop out” = Abbandono precoce e Processi Motivazionali).
L’intervento di Di Mascio ha preso in considerazione numerosi aspetti tra cui :
SCENARIO Il giovane calciatore della nostra epoca (2008) per ragioni di ordine sociale ed economico presenta, rispetto ai pari età di periodi antecedenti (anni 70-80), un fortissimo ritardo quantificato in circa 4 anni nell’area delle conosciute Capacità Coordinative . Ragion per cui la stragrande maggioranza della attività allenanti devono fare riferimento ad un pieno recupero di tali capacità. Il “Tempo” da dedicare al ragazzo e alle suddette attività deve essere “pieno”, cioè con forte dedizione e coinvolgimento di ambo le parti.
 TALENTO Non ci sono indicazioni specifiche, se non una attenta e paziente “Selezione”, per individuare quelli che mostrano maggiori potenzialità e che in itinere, grazie al lavoro, potranno definirsi come capacità e abilità superiori. Spesso si è osservato che coloro che già mostrano segni precoci di abilità, hanno già esaurito il loro processo di vera maturazione. La Pazienza è sicuramente una qualità che deve distinguere il bravo allenatore, senza ad es. voler anticipare le fasi di crescita evolutiva. Non vanno assolutamente dimenticate le qualità Morali, Motivazionali che vanno favorite in un continuo processo educativo-formativo. Un personalità armonica deve sempre accompagnarsi a qualità di talento.
FORMAZIONE TECNICA Sono orientativamente 3 i momenti formativi del giovane calciatore :
1) Periodo Ludico-Educativo e Formativo fino a 10-11 anni 2) Periodo Pre-Agonistico da 11 – a 14 anni 3) Periodo Agonistico da 14 a 18 anni.
Sicuramente ci sono attività che vanno evitate, mentre altre vanno accentuate. Tali aspetti non hanno la caratteristica delle Novità, ma sono il frutto del grande lavoro svolto sul campo, di momenti di grande riflessione, di grande coinvolgimento dei ragazzi nel ricercare soluzioni a problematiche sportive.
• Alcuni passaggi di particolare interesse tecnico, come ad es. “l’angolo propriocettivo, lo “scarico”, il colpo di testa, l’uso degli “overini”, sono stati richiamati con particolare significato, in quanto erano apparentemente contrastanti con i principi teorici che solitamente vengono indicati dai manuali e da “soloni” del pallone.
• Ci sono allenamenti in cui ad. es alcuni reparti n (es. attaccanti e difensori) sono “obbligati” a tenere la palla per superare l’avversario (no scarico della palla e quindi delle responsabilità relative !), proprio per favorire momenti di maggiore responsabilità, autonomia decisionale, crescita tecnica e valorizzazione dell’autostima.
• Particolare attenzione è stata posta sul recupero funzionale di uno strumento di lavoro a volte molto trascurato : la “Funicella” ! E’ strumento molto allenante, particolarmente indicato guarda caso per le capacità coordinative. • Allo stesso modo vanno valorizzati i “balzi”, non come forza esplosiva ma coordinativa.
• Allenare il “Colpo di Testa” utilizzando il calcio “Drop”, non le mani per far arrivare il pallone sulla testa del ragazzo ! Attraverso il calcio (drop = controbalzo), il pallone allenante arriverà sulla testa del giovane calciatore assumendo la stessa traiettoria che si verifica in situazione (= partita).
• I Genitori : sono risorse ma, per una maggiore tutela dei ragazzi, è bene, se si può, tenerli il più lontano possibile dai campi di gioco, in quanto condizionano fortemente la crescita dei propri figli.
SINTESI Il messaggio finale è racchiuso in una sorte di metafora che potrebbe essere definita come : “TUTTI LO SANNO, MA POCHI LO FANNO” ” Tutti sappiamo che non bisogna fumare, che bisogna fare movimento, che occorre fare attenzione allo stile di vita che si conduce, ma POCHI LO FANNO !
Gli aspetti sportivi che sono stati “rispolverati” “TUTTI LO SANNO MA, POCHI LO FANNO “.
|